economia

Ci risiamo. I colossi si fondono. I sogni di gloria si sprecano. I fiumi d’inchiostro pure. Ma c’è sempre un’altra faccia della medaglia, quella che guarda sempre dalla parte peggiore. Da quella di chi ci rimette, non ci guadagna.

La si fonda col colosso americano (dai piedi d’argilla) , la vorrebbe fondersi anche con la casa automobilistica tedesca (filiale europea di un’altra americana, la ). Bene. Bravi. Grandi notizie. Ottime notizie. Ma perchè - viene spontaneo chiedersi - andare al capezzale di aziende estere, allontanare se stessi da quello stesso capezzale (forse) e, poi, licenziare migliaia di ?

Allo di stanno ancora cercando di dare una risposta a questa domanda e, intanto, organizzano la prossima mossa della protesta: andare a , domani, con gli altri che rischiano il : quelli di Pomigliano d’Arco.

Quando, nel 2007, in televisione andarono in onda le tre versioni dello della , gli italiani videro scorrere sullo schermo tante belle (o brutte, a seconda dei casi) immagini, ascoltarono tante belle (oggettivamente tali) parole e una musica commovente.

Ma l’immagine è una cosa, la realtà un’altra. L’idea che un’azienda è in grado di dare di sè, può essere molto diversa da com’è realmente. E la citazione spesso usata negli ambienti lavorativi - “tutti sono necessari, ma nessuno è indispensabile” - significa solo che “la vita è una ruota che gira”. Chissà che, girando girando, non trovi il modo d’invertire certi schemi, sempre uguali a se stessi.

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Discussione

Un commento per “L’immagine è una cosa, la realtà un’altra”

  1. Ma anche gli operai, non erano tutti contenti della globalizzazione? Raccogliamo i frutti!

    Postato da Anonimo | 16 Maggio 2009 09:58

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