Salve a tutti,
è parecchio che non scrivo dell’odissea dei precari dell’aeroporto di Catania, ma finora non c’è stato nulla di rilevante da raccontare, perché siamo ancora precari, nonostante il diritto di assunzione acquisito.
Infatti, la Sac, l’ente di gestione dell’aeroporto di Catania non sì e voluto assumere l’onere e la responsabilità derivanti da queste 40 persone e ha delegato la nuova società, la Gh di Napoli, che ora gestisce l’handling, di trovare una soluzione al problema.
La prima cosa che ha fatto la nuova società di gestione è stata assumerci per 4 mesi, sempre come precari (dato che è una nuova società, non ha nessun obbligo di assumerci a tempo indeterminato), ma con la promessa che dopo questi 4 mesi, previa valutazione del nostro lavoro, avrebbe preso in considerazione la possibilità di assumerci.
Mi sembra assurdo che, dopo 6 anni che lavoriamo all’aeroporto, dove tutti conoscono la nostra professionalità, dobbiamo essere ancora valutati. Ma dopo tre mesi che uno non lavora, i debiti si accumulano, ci sono le famiglie da mantenere, ci sono le bollette da pagare e, quindi, abbiamo accettato la condizione impostaci, sapendo che il diritto di assunzione fin qui maturato con la Sac non sarebbe stato intaccato.
Ma perdere 40 persone qualificate come noi all’inizio della stagione estiva avrebbe provocato un danno non solo economico ma anche d’immagine per l’aeroporto di Catania. Prima del nostro ingresso c’erano già state molte lamentele (aerei in ritardo, bagagli consegnati dopo un’ora, incidenti in rampa): tutto questo causato dalla mancanza di personale e da turni di lavoro disumani.
La Sac ha aggirato l’ostacolo, facendoci “assumere” dalla Gh, ma se avessimo continuato la nostra protesta, noi oggi faremmo parte in maniera definitiva del personale dell’aeroporto. Già dai primi mesi del nostro ingresso, i dirigenti della Gh ci dissero che i ritardi degli aerei erano calati del 30% e la consegna dei bagagli si era ridotto di 30 minuti.
Tutto questo grazie all’impegno e alla disponibilità di questi 40 precari. Grazie a noi hanno potuto gestire il quarto aeroporto d’Italia con meno personale di rampa, dato che - mediamente - ognuno di noi faceva 100 ore di straordinario al mese.
Nell’ambito dell’organizzazione del lavoro tutto era rimasto come prima: stessi capisquadra, stessi capirampa, stesso ambiente di lavoro. Ciò è la prova che la Sac, per aggirare l’ostacolo delle nostre assunzioni definitive, ha incaricato la Gh di proporci i 4 mesi di precariato, con la promessa non scritta di valutare alla fine del periodo un’ipotetica assunzione.
Ora siamo alla fine di questi 4 mesi, esattamente all’ultima settimana, e ancora non sappiamo che fine faremo. E’ assurdo che 40 persone, che dovrebbero essere effettive da almeno 2 anni, visto che esiste una legge che ci tutela, e che hanno dimostrato la loro professionalità e soprattutto la loro necessaria presenza all’interno dell’aeroporto di Catania, siano costrette a subire l’ennesima umiliazione.
Li abbiamo ripagati con la nostra professionalità, ma loro non rispettano la nostra dignità!
Vincenzo Diliberto


















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