Percorrendo i viali di Valdesi, borgata erroneamente chiamata Mondello, sono rimasto perplesso nell’osservare certe incongruenze.
Mi sono soffermato a guardare operai dell’amministrazione comunale ripulire e sistemare piazzole e viali, in luoghi illuminati dall’azienda pubblica, con tanto di pubbliche panchine ma, rivolgendo lo sguardo a terra, notavo targhette che riportavano la scritta “proprietà privata della Società Mondello”.
Incuriosito dalla incongruenza, ho fatto delle ricerche e ho riscontrato che al Patrimonio le proprietà “pubbliche” non risultano, al catasto le mappe riportano chiaramente lo stato particellare ma il Comune non ha titolo di proprietà.
Voci di corridoio, quindi incontrollate, dicono che il trasferimento della proprietà non è stato effettuato, ma chi la deve trasferire?
Dovrebbe essere la società Italo-Belga o Società Mondello, eredi della “tramvie de belge”, che risulterebbe proprietaria in virtù di un Regio contratto del secolo scorso, contratto che però sembrerebbe non essere stato onorato a termine nei tempi concessi e per altro più volte incomprensibilmente prorogato dalle amministrazioni comunali susseguitesi nei decenni.
Se il Regio contratto non è stato onorato, la Italo-Belga non è proprietaria di un bel niente e il Demanio dovrebbe essere l’esclusivo proprietario, finanche del regresso, lottizzazioni e costruzioni comprese, e senza esborso di denaro, dato che per oltre un secolo la Società ha lucrato abbondantemente.
Se così non fosse, è inspiegabile come, addirittura su proprietà dubbie, l’amministrazione comunale ha istituito zone di parcheggio a pagamento incassandone i proventi, oltre a tutti gli spazi pubblicitari nelle targhe viarie che potrebbero risultare essere state collocate su proprietà privata e non comunale.
Non vorrei che si trattasse dell’ennesimo “inciucio” tra amministratori e privati. Perché l’assessore al Patrimonio, Giovanni Di Giovanni, non fa chiarezza su questa situazione? Perché l’assessore al traffico, Francesco Scoma, non si accerta della legalità dei parcheggi e della segnaletica se sono posti su proprietà Comunali? Perché i consiglieri di maggioranza, in rappresentanza di cittadini palermitani, tacciono? Perché il presidente del consiglio comunale, Alberto Campagna, non mette in agenda una discussione sulla situazione? Perché il sindaco, Diego Cammarata, non prende iniziative atte a ristabilire la legittimità delle cose?
Se quanto da me esposto dovesse avere un fondamento, chiedo al Procuratore della Repubblica di difendere i diritti della cittadinanza palermitana, nelle more di chi distrattamente non se ne occupa, nonostante sia un loro preciso dovere istituzionale.
Roberto Puleo


















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