I Post dei Bsiciliani

A Motta Sant’Anastasia le poltrone pubbliche sembrano non avere pace: da quella del difensore civico, in attesa di regolarizzazione da 20 mesi, a quella di Primo Cittadino che, tra ribaltoni dell’ultima ora e travasi di liste, è toccata ad Angelo Giuffrida, a suo tempo referente dell’Mpa, sostenuto in corsa dagli outsider della destra mottese (quelli che non si rivedevano né nell’Mpa né nel PdL) e, alla fine, volto ufficiale del PD.

Poco dopo le elezioni amministrative del giugno 2009, a luglio si libera un posto anche ai Servizi Finanziari, a cui - a Motta - è accorpato anche il Servizio Tributi: il responsabile, , va meritatamente in pensione dopo 35 anni di servizio, nell’arco dei quali sono spirati diversi venti, con il conseguente avvicendarsi di altrettante bandiere politiche, nazionali e locali.

Da me contattato, Spampinato si è reso disponibile a rispondere alle nostre domande in merito al lungo servizio di cui, a rigore, costituisce anche la memoria storica ufficiale. Con una buona dose di perizia tecnica e molta disponibilità, l’uscente ci ha spiegato come la principale rivoluzione operativa si sia verificata con la L. 59/1997, meglio nota come , a partire dalla quale si è proceduto a separare la funzione gestionale da quella d’indirizzo: se la definizione dei programmi e degli obiettivi economico-finanziari del paese sono di pertinenza dell’organo politico, la stesura e la predisposizione dei bilanci competono agli organi gestionali, ovviamente di concerto con la parte politica.

In particolare, poi, se l’attuazione dei programmi comporta anche l’esecuzione di spese, gli atti vengono sottoposti al visto di regolarità del Responsabile dei Servizi Finanziari. Pertanto, quest’ultima figura, come sancito dal Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali (D. lgs 267/2000) non fa valutazioni di merito, ma attesta la regolarità contabile di obiettivi e programmi, quindi che sussista la copertura finanziaria e che ci sia congruenza coi margini di manovra definiti dal bilancio preventivo, deliberato dall’organo consiliare e organizzato secondo il piano esecutivo di gestione.

Sul concreto dell’erario mottese, poi, Spampinato rende noto come l’amministrazione che è uscita di scena assieme a lui abbia lasciato una situazione in avanzo che, nel pubblico, si riferisce non solo all’esecuzione delle spese, ma anche allo stato di crediti e debiti. Ovviamente, Motta non naviga nell’oro, e va incontro alle difficoltà consuete di altri enti locali, che spesso, nel far cassa, si ritrovano ad arrancare al cospetto della minaccia di riscuotere meno rispetto alle previsioni.

Tuttavia, pur a fronte di carenti risorse interne, il paese ha fruito di risorse comunitarie e, almeno negli ultimi 35 anni, sembra essere andato in Corte dei Conti solo per audizioni, mai per irregolarità. Questo, quindi, il prezioso contributo di Spampinato alla nostra conoscenza della situazione finanziaria di Motta.

L’immagine che egli ci ha reso riassume gli ultimi decenni, le riforme in materia amministrativa, il tenore tecnico e l’equanimità che definiscono i gestori della finanza comunale. Tuttavia, per quanto si sia provato a puntare una lente d’ingrandimento sul benessere finanziario di Motta nell’attualità, per forza di cose, il quadro delineato dal responsabile uscente soffre di un errore di parallasse, poiché si ferma a giugno-luglio, e non potrebbe essere altrimenti, poiché è in quel periodo che inizia la sua quiescenza.

Dopo, cosa è accaduto? Chi ci può raccontare della pubblica saccoccia mottese? Quello che è noto è che a Spampinato non è subentrato nessun, seppur provvisorio, consulente tecnico, né è stato indetto un concorso per reclutarne uno nuovo “di zecca”.

Il firmatario degli atti finanziari di questi ultimi mesi di “vacanza” di un titolare di area finanziaria sembra essere stato il segretario comunale, ma tutto lascia immaginare che non ci siano prospettive programmatiche.

Il problema non è soltanto quello di stabilire chi si occuperà del nuovo bilancio di previsione, bensì quello, assai più molesto, di comprendere chi stia al timone del bilancio in corso e chi, conseguentemente, porterà lo stesso alla fase consuntiva, alla “resa dei conti”.

A fine anno (è certo), se Motta non avrà rispettato gli obiettivi europei di finanza pubblica, declinati dal cosiddetto patto di stabilità interna, fioccheranno sanzioni amare non solo per i politici, che potrebbero vedersi decurtate le indennità di carica del 30%, ma anche sul respiro generale delle finanze comunali, che potrebbero vedersi sbarrare ogni possibilità di spesa per indebitamento (quindi, niente mutui di pubblica utilità, né nuove assunzioni – neanche quella del nuovo !).

In questa sede, con una certa probabilità di mancare il vero bersaglio, ci si potrebbe lambiccare le meningi sul perché non si sia proceduto tempestivamente a recuperare un nuovo titolare di area, oppure si potrebbe prestare orecchio ai rumors, nel tentativo di carpire un nome nelle frequenze di Palazzo.

Tuttavia, abituati come siamo a sederci dalla parte del torto, preferiamo le questioni di senso, anche se scomode. E il senso, quello “buono”, ci dice che forse era il caso di avere maggiore cura di non lasciare scoperto il timone finanziario del paese per così tanti mesi; ci dice anche che, disponendo di una memoria storica così consistente quale l’uscente responsabile, non ci si sarebbe di certo persi nel mazzo al fine di “pescare” un reggente che potesse accompagnare al momento consuntivo l’attuale documento finanziario mottese, dandosi anche la possibilità e il tempo per curare un unico passaggio di consegne all’eventuale nuovo tecnico selezionato da un concorso.

Allo stato attuale, tuttavia, rimane vacante una delle poltrone più importanti del Comune che, col passare del tempo, come qualunque addetto ai lavori insegna, minaccia di diventare sempre più “bollente”, per non tacere del rischio che essa possa diventare la lunga mano di altri, quindi tingersi politicamente, e perdere i requisiti di equanimità e lungimiranza che ne fanno, vocazionalmente, l’epicentro della stabilità finanziaria di un paese.

Angelina De Luca

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Discussione

2 commenti per “Motta Sant’Anastasia: quando il ragioniere comunale è “in vacanza”…”

  1. In questo caso Google ci ha azzeccato, eccellente posizione per un eccellente post!!!

    Postato da Leonardo B. | 5 Novembre 2010 12:13
  2. GHEDDAFI, PUBBLICATA NELLA PRIMA PAGINA IN GOSSIPITALIANO.IT.
    pubblicata the Gianni Limoli il giorno martedì 19 aprile 2011 alle ore 0.43.

    GIANNI LIMOLI scrive: 21 marzo 2011 alle 20:20
    SCUSATE SE SONO POVERO DI ESPRESSIONI: PERCHE’ LA GENTE DIMENTICA FACILMENTE LA PAZZIA E LA PERICOLOSITA’ DI COLORO CHE HANNO INFERTO COLPI MORTALI E MESSO IN GINOCCHIO INTERE NAZIONI….UN DETTO SICILIANO, FORSE STUPIDO E PUERILE DICE: NON C’E’ PEGGIO DI QUANDO UNO E’ MORTO NEL CUORE DI UN ALTRO. A TAL PROPOSITO E’ OBBLIGATORIO TIRARE IN BALLO PROPRIO GHEDDAFI, IL QUALE E’ STATO A CAPO DI UN POPOLO PER MOLTI DECENNI, E PARLO DI UN POPOLO CHE VANTA SECOLI DI TRADIZIONI E QUANDO SI PARLA DI TRADIZIONI, CIO’ VUOL DIRE UN MODO DI VIVERE UNICO A SE STESSO CHE SI E’ TRAMANDATO NEI SECOLI. UNA PERSONA CHE SI SENTE TRADITA, PRIMA O POI CERCA VENDETTA E GHEDDAFI NON E’ DA MENO DI BIN LADEN O DI ALTRI PERSONAGGI CHE HANNO TERRORIZZATO INTERI POPOLI. NON POSSO DIRE SE E’ GIUSTO O SBAGLIATO L’OPERATO DELLE NAZIONI CHE SI STANNO MUOVENDO CONTRO O A FAVORE DELLA LIBIA, MA UNA DOMANDA E’ D’OBBLIGO: SE LA LIBIA NON AVESSE AVUTO LE RICCHEZZE DI CUI DISPONE, ACCADREBBE UGUALMENTE CHE LE NAZIONI UNITE, LA FRANCIA L’INGHILTERRA ECC. SI MUOVESSERO A “FIN DI BENE?”. CAPISCO CHE IL MIO E’ UN COMMENTO PUERILE, MA QUESTI DUBBI CORRONO NELLA BOCCA DI MILIONI DI PERSONE…E SE LA RUSSIA UN GIORNO AVESSE GLI STESSI PROBLEMI DELLA LIBIA, IL MONDO SI MUOVEREBBE UGUALMENTE? CERTO I COMMENTI NON SERVONO A NULLA E LE GRANDI MENTI SANNO QUEL CHE FANNO, MA E’ PROPRIO A CAUSA DI CIO’ CHE CHI SOCCOMBE RITIENE DOVEROSO VENDICARSI E LO FA CON L’UNICA ARMA DEPLOREVOLE VIGLIACCA E MESCHINA: TERRORISMO TERRORISMO TERRORISMO.CHI SOCCOMBE E’ PROPRIO LA POVERA GENTE INCAPACE DI DIFENDERSI DA PAZZI SCATENATI E DALL’IMMANE FURIA DI UNA TERRA CHE REAGISCE CON IRREFRENABILE FURORE. ANCORA COLPA DELLA TECNOLOGIA, SENZA DI QUESTA, LE INVASIONI E LE SOPRAFFAZIONI NON AVREBBERO AVUTO VITA FACILE….
    GIANNI LIMOLI

    Postato da GIANNI LIMOLI | 1 Maggio 2011 21:08

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