“Bisogna che tutto cambi, affinchè tutto rimanga com’è”, avrebbe detto Tancredi, il nipote prediletto di don Fabrizio Corbera, principe di Casa Salina, nonchè protagonista de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Astensionismo a parte, la Sicilia si conferma ancora una volta roccaforte di Silvio Berlusconi, il cui partito, il Pdl, risulta il più votato, con 692.340 voti alle sole europee e, nonostante questo, i proclami che si inseguono finora sono tutti di politici vincitori, nessun vinto.
Capisco che il presidente del consiglio possa aver perso qualche migliaio di voti ma, a casa mia, vincere significa sempre e comunque una cosa: arrivare davanti a tutti gli altri. E così è stato. Pur volendo tralasciare la storia di Noemi, sorvolando sulle fotografie scattate a Villa Certosa, in Sicilia i termini delle elezioni erano ben altri, ma sono stati ugualmente ignorati.
Due delle maggiori città dell’isola - Palermo e Catania - sono state trascinate in tracolli finanziari a dir poco scandalosi. Sono state umiliate, offese e lasciate macerare nella loro stessa immondizia per giorni e giorni. Eppure questo non ha certo significato che gli elettori abbiano tratto le dovute conseguenze, anzi. Invece di punire i cattivi amministratori, i cittadini di Palermo e Catania (e non solo loro) li hanno premiati.
Se volessi fare un’altra citazione letteraria, dovrei dire che questa terra è irredimibile, esattamente come sosteneva Leonardo Sciascia. Ma sarebbe troppo poco. Questa terra è molto di più che irredimibile. Cos’è? Ve lo dico con una citazione cinematografica.

Non credo sia così semplice. Io rifiuto la mentalità e la logica di scambio mafioso e questo mi ha portato a 1500 km da casa mia. Ma quanti sono quelli disposti a emigrare pur di non piegarsi, o quanti sono coloro disposti a fare gli eroi contro un’organizzazione che ha saputo ammazzare giudici, poliziotti, politici, ecc? Chi non vuole lasciare la propria terra, deve spesso piegarsi. Io ho tanti amici di infanzia che incontro durante le vacanze che me lo dicono chiaramente: ho votato quello perchè mi fa entrare 3 mesi nella municipalizzata, ho votato quello perchè mi porta la pasta a casa, ho votato quello perchè…continuate voi. Cerco di parlare, di spiegargli che se loro fanno così, i loro figli dovranno fare così e tutto questo non finirà mai, saranno perennemente dipendenti da queste logiche clientelari. Le risposte che ottengo sono tutte di rassegnazione. La gente è incapace di lottare e di fare sacrifici, è incapace di pensare a un futuro migliore per i propri figli. E’ così adesso, e sarà sempre così….questo è quello che mi dicono. La gente vive solo il presente, la priorità è trovare un modo per tirare avanti e se per tirare avanti devo votare per le amministrazioni che mi hanno sommerso la città di rifiuti e l’hanno portata alla bancarotta, ben venga…l’importante è che domani qualcuno mi ricompensi con un posticino da precario in qualche municipalizzata. Io, purtroppo, non vedo soluzioni…
Leggo:
“Palermo è state trascinata in tracolli finanziari a dir poco scandalosi, umiliata, offesa e lasciata macerare nella sua stessa immondizia per giorni e giorni. Eppure questo non ha certo significato che gli elettori abbiano tratto le dovute conseguenze, anzi. Invece di punire i cattivi amministratori, i cittadini di Palermo li hanno premiati”.
Non credo che sia così.
I risultati, alla pagina
http://elezioni.interno.it/europee/euro090607/EI5190550510.htm
parlano chiaro:
PdL 35,07% + UdC 11,87% + Fiamma 0,51% + Lega 0,29% =
= al max. 47,74% in totale.
Cioè una città abituata a tributare consensi plebiscitari alla destra che ci governa, dal 1998 fino a ora, con percentuali dal 50 al 60 al 70%, per la prima volta in maggioranza non dà più fiducia alla coalizione del sindaco. Non solo, il PD col 20,77% + l’Italia dei Valori col 18,16% (partiti verso i quali non nutro una particolare simpatia) per la prima volta dopo tanto tanto tempo paiono assommare una base di consenso del 38,93% in grado di minacciare la coalizione Cammarata, se si votasse adesso.
Per il resto, concordo, a livello provinciale, regionale, nazionale, europeo.
Ma i palermitani di Palermo-città si sono rotti le scatole della coalizione PdL-UdC della disamministrazione Cammarata. Questa è la notizia nascosta che nessuno riporta!
E solo il presidente del consiglio riesce in città a prendere più preferenze personali dei principali esponenti avversari, e cioè Rita Borsellino (26.963 preferenze) del Partito Democratico e soprattutto Leoluca Orlando (28.883 preferenze) dell’Italia dei Valori.
Nè Iacolino, che amministra a Palermo, nè Saverio Romano di Belmonte Mezzagno, nè Cimino, sostenuto da Dell’Utri, Miccichè e Fallica, nè Antonello Antinoro, trapiantato a Palermo da molti anni.