Mafia

e le associazioni che la costituiscono vogliono ancora credere in quello che non rinuncia ad aggredire le nel modo che si è dimostrato più efficace, colpendone i patrimoni illegalmente costruiti e destinandoli a fini sociali”.

Queste le parole di , coordinatore siciliano di , che ha annunciato il lancio di “Niente regali alle , un’asta simbolica a Palermo, alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di piazza Politeama, oggi, alle 17, (e in contemporanea in tutte le regioni d’Italia).

“Un’asta simbolica – puntualizza Di Maggio - in cui verrà denunciato alla cittadinanza che se quest’emendamento verrà approvato anche alla Camera dei Deputati, tutti i in attesa di assegnazione (celebre l’abitazione palermitana di Totò Riina in via Bernini e il feudo di Polizzi Generosa confiscato a Michele Greco) verranno probabilmente svenduti, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo, di riqualificazione e di restituzione sociale ai cittadini dei patrimoni sottratti alle .

Partite come esperienze “di frontiera”, sperimentate per la prima volta in - e adesso presenti anche in Calabria, Puglia e Campania – oggi le Terra”, realizzate sui alle , hanno intrapreso un percorso deciso verso l’eccellenza delle produzioni.

Imprese in cui il lavoro può gioire di se stesso, per la dignità restituita ai lavoratori e per le possibilità reali di sviluppo. E’ grazie alla tenacia e alla forza dell’associazione , la rete di movimenti e gruppi antimafia presieduta da , che questo cammino è iniziato.

Con quella raccolta di firme nel 1997 (più di un milione) avviatasi a quando l’Italia era in ginocchio, dopo il periodo stragista in cui aveva dichiarato guerra allo .

Oggi quel risultato, che andava a coronare il sogno di di aggressione dei patrimoni sottratti alle criminalità organizzate e che è profondamente condiviso dalla rete dei familiari delle vittime uccise dalle criminalità organizzate, è seriamente minacciato dalla proposta di vendita dei .

In questi giorni, in seguito all’emendamento in Finanziaria già passato in Senato, è cominciata la campagna per la rettifica della proposta che prevede la vendita degli immobili di cui non sia effettuata la destinazione entro i 180 giorni imposti dalla legge.

E’ noto come la complessità delle procedure e la carenza di risorse finanziarie per la ristrutturazione rendono molto difficile rispettare questi termini: la norma abolisce di fatto l’uso sociale dei e ne impedisce la restituzione alle collettività.

E’ compito di tutta la società civile una responsabile presa di posizione contro l’orientamento palesato in Senato: è facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale.

Sul sito www.libera.it e presso i locali della “Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità” è possibile firmare l’appello ‘Niente regali alle , i sono . Tremila i firmatari nelle prime 24 ore di raccolta, per una mobilitazione come quella del 1995: “Tredici anni fa - si legge nell’appello a firma di - oltre un milione di cittadini firmò la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei alle . Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96: si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da , aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell’impegno rischia di essere tradito”.

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