Cultura & Avvenimenti

pur riferendosi all’atavico conflitto di sentimenti che è spesso ingenerato dall’amore in senso stretto, ci regala questo prezioso distico elegiaco che possiamo utilizzare con ponderata convinzione anche nei rapporti individuali con la terra che ci ha partorito e ci ha cresciuto. Mi riferisco al mio paese, , un piccolo centro della provincia di , che il curatore della mia tesi di laurea non indugiò a definire con sprezzante terminologia accademica “piccolo centro dell’entroterra palermitano”.

Questa definizione non l’ho mai ben tollerata, ma in quel periodo, a un passo dall’agognato traguardo, ob torto collo, dovetti accettarla sine culpa. Se solo adesso, potessi incontrare ancora una volta quel collega o, idealmente, il compianto Direttore della Clinica, spiegherei ampiamente le ragioni del rifiuto di tale depauperante definizione.

Il mio paese è meritevole delle attenzioni anche delle menti più raffinate: non gli eletti, ma le persone di buona cultura che hanno voglia di ascoltare coloro i quali si spendono per rivalutare l’immagine storico-letteraria della terra di appartenenza di cui ne apprezzano le valenze e le potenzialità, reprimendo le edulcorazioni istintive di chi a volte è pervaso da inevitabili enfatici orgogli campanilistici.

ha radici storiche affascinanti per chi vuol leggere la storia senza attenersi a sterili schemi e nozionismi e senza limitare la propria fantasia. Molte personalità illustri si sono appassionate giustamente alle sue peculiarità. Uno tra tutti, , eccellente medico che dedicò tutta la vita, oltre che  alla professione, anche alla ricerca e alla rivalutazione storica del paese. Non possiamo nascondere, inoltre, che molte ricerche a firma del suo maestro, Giuseppe Pitrè, non furono altro che esclusivi estenuanti sforzi intellettuali del nostro illustre borgettano.

Salomone Marino non si occupò soltanto, con eccellenti risultati, di epatologia, infettivologia ed epidemiologia o della rivisitazione letteraria della leggenda della Baronessa di Carini, ma dedicò il suo maggiore impegno alla difesa delle peculiarità socio-culturali di e di tutta la Sicilia. Egli amava particolarmente la parte sana dei suoi compaesani e cioè il mondo contadino borgettano, fino a dire: “Io prediligo i contadini perché essi formano la parte più eletta del popolo, la più ingenua, la più sana, la più laboriosa e la più onesta”. Si autodefinì “Borgetano e Partinicoto” proprio per rivendicare l’origine paterna () e materna (Partinico), tanto che al cognome paterno (Salomone) aggiunse quello materno (Marino) e fu un grande difensore della lingua dialettale.

Perchè - vi chiederete - vi racconto tutto questo? Perchè è chiaro che a stiamo cercando di fare degli sforzi sovrumani per venire fuori dalla ghettizzazione nella quale ci fanno piombare i fatti di (che vanno comunque considerati con estrema serietà) degli ultimi giorni.

Se volete conoscere altri aspetti di questo rovescio culturale della medaglia, continuerò a scriverne.

Francesco Davì

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