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Oggi, al Cityplex Metropolitan di , a partire dalle 18:30, “Altre Visioni” del filmfest, , documentari, anteprime, un’altra tappa di avvicinamento al festival che si svolgerà a dal 20 al 26 giugno 2011.

“Le anteprime del filmfest, puntano a far meglio conoscere al pubblico cittadino questo nuovo spazio culturale e di visione, che ci piace pensare a tutti gli effetti (insieme al nostro pubblico) come L’altro festival “, afferma il direttore artistico Alessandro Rais.

“Un festival diverso che dia visibilità a una cinematografia trascurata dal circuito distributivo ufficiale, dal “mercato” insomma, sia perché legata alle tematiche della differenza di genere e di orientamento sessuale (il cinema GLBT vero e proprio), sia perché diversa in quanto indipendente sotto il profilo produttivo, nei presupposti politici, nelle scelte di poetica e negli approcci formali e tematici. Ecco perché dopo il primo appuntamento del novembre scorso con l’ di “The Kids Are All Right” di Lisa Cholodenko, un “esplicitamente glbt”, con questa maratona di proiezioni che abbiamo chiamato “Altre Visioni del SQFF” mescoliamo opere di autori omosessuali – come il canadese Mike Hoolboom – che lavorano intensamente sul loro vissuto e sulla cultura e l’immaginario gay, a e video innovativi e corrosivi (primo fra tutti lo straordinario percorso di deragliamenti e deflagrazioni visive e politiche costruito negli anni da Ciprì&Maresco a partire dall’universo di “Cinico TV”), radicali e coraggiosi, che pur non avendo una specifica attinenza alle tematiche glbt, incarnano una trasversalità assolutamente nel carattere innovativo delle visioni che propongono e dei punti di vista che hanno scelto. L’esordio cinematografco (autoprodotto) di un musicista creativo palermitano di notorietà internazionale come Gianni Gebbia, che in “Brecht ad Asakusa” documenta con riprese appassionate e sguardi rubati l’ebrezza delle notti musicali dell’ex quartiere a luci rosse del centro storico di Tokyo, dove onnagata e gruppi post-punk si alternano a performer straordinarie che cantano Brecht e Weill in giapponese, in questo senso propone materiali visivi di straordinaria originalità e flagranza.

E “Pietro”, l’ultimo di Daniele Gaglianone prodotto da un alfiere del cinema indipendente come Gianluca Arcopinto, particolarmente apprezzato all’ultimo Festival di Locarno (dove era l’unico italiano in concorso) ma solo fugacemente distruibuito in Italia (e in ancora inedito), costituisce uno dei rari momenti di interesse del nuovo cinema italiano, ruvido e intransigente sia dal punto di vista visivo che politico, che il filmfest considera – oggi, in questo Paese – come un “necessario”.

L’ingresso, fino ad esaurimento dei posti disponibili, è riservato ai possessori della CARD, che si potrà richiedere - anche presso il Cityplex Metropolitan nel corso della serata di oggi, o presso l’infopoint del filmfest (in via Sant’Oliva 42, ) nei giorni feriali, dalle 9 alle 12.

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Discussione

Un commento per “Oggi un’altra anteprima del Sicilia Queer Film Fest”

  1. LA POLITICA E L’ESERCIZIO DI GOVERNO NELL’INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’

    Di recente il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, intervenendo ad un convegno su “colletti bianchi e mafia”, a proposito delle liste compilate dai partiti per
    le elezioni, ha auspicato che siano preventivamente adottate delle soluzioni per evitare che coloro che sono già considerati nell’ambiente con contatti
    cosiddetti “indecenti” vengano candidati alle elezioni, locali o nazionali.
    Grasso ha anche evidenziato che “bisognerebbe trovare una legge in grado di impedire l’accesso alle candidature a chi ha determinate pendenze,
    pur nella presunzione di innocenza che prevale…” e che “sarebbe opportuno aspettare che la situazione personale del candidato venisse risolta…”.
    Ma purtroppo la questione morale non sembra interessare la classe politica siciliana.
    Eppure è normale credere che in una società sana solo persone dotate di un alto senso della moralità, oltre che di specifiche capacità, possono servire
    il bene comune.
    Invece chi ricopre incarichi istituzionali non di rado sembra agire senza l’attitudine a comprendere i problemi della società e molto spesso agisce
    fuori dall’etica e dall’onesta’.
    Il soggetto politico sembra spesso perseguire un interesse personale, quello cioè di portare avanti la sua carriera politica intesa come “un lavoro”.
    L’attività politica non appare percepita come un impegno ulteriore, oltre la propria attività lavorativa, ma come l’opportunità di migliorare la propria
    condizione economica e sociale.
    E così accade che il politico è attratto dalla logica degli affari e dello scambio dei favori, piuttosto che amministrare per il bene comune.
    In tal modo la politica non risolve i problemi della collettività e provoca un danno grave alla società che si disgrega e perde la bussola.
    Per questo ci sentiamo di condividere il pensiero del Procuratore Grasso che è intervenuto apertamente sul problema della questione morale.
    Non vogliamo che chi ci rappresenta abbia dei procedimenti penali pendenti, sia sottoposto ad indagini o abbia a che fare con logiche
    affaristico-clientelari.
    Non vogliamo che chi si candidi a rappresentare la collettività ed a ricoprire importanti incarichi istituzionali sia sottoposto ad indagini giudiziarie
    o peggio ancora faccia uso di droghe.
    La politica non è un lavoro ma un lucido impegno nell’interesse della collettività.

    Postato da avvocati coraggiosi | 4 Marzo 2011 17:53

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