E’ di qualche mese fa un mio “sfogo” pubblicato su alcuni quotidiani on line ove, fra l’altro, elencavo le opere che ritenevo molto più urgenti del ponte di Messina. Fra queste, era mia intenzione far arrivare ai “sordi” della politica, le condizioni delle scuole in Sicilia, molte delle quali fatiscenti e costruite durante il regime fascista.
Come al solito…silenzio! Nessuno mi ha denunciato per procurato allarme! Bene, sono salvo, di nome e di fatto. Però una notizia è apparsa qualche giorno fa, timidamente su pochi quotidiani ancora liberi, sulla chiusura di una delle più importanti scuole di Catania, la Musco. Difatti, dopo vari esposti e segnalazioni, i vigili del fuoco dichiaravano che sarebbe bastata una scossa di media intensità per crollare tutto l’edificio, avendo travi e pilastri rovinati.
Certo molti, anzi troppi, giornalisti in questo periodo sono impegnati con Santoro, plausibilmente invidiosi per non poter essere indipendenti, quindi liberi di scrivere anche quello che non vogliono i loro editori (qualcuno gli dedica pagine intere). Sono così presi dal terremoto in Abruzzo che non smettono di farci piangere. Adesso sono anche impegnati nel farci capire che il fantomatico ponte è meno urgente della ricostruzione della zona terremotata, che poi dovrebbe collegare la Sicilia con non si sa che cosa, mentre prima era un’opera di primaria urgenza.
Hanno avuto la parola d’ordine: Silenzio! Meglio tacere su alcuni argomenti, avranno pensato i politici, meglio continuare la “farsa” su da dove prendere i soldi per l’Abruzzo. E ci vogliono insegnare il gioco delle tre carte… a noi Siciliani…peccato che l’abbiano inventato i nostri avi: Arabi e Normanni.
Per primi si prenderanno quelli destinati al ponte, ammesso che ci siano, e su questo io ho i miei dubbi. Posso avere dei dubbi, o no? L’importante è che il governo non cada per i ricatti dei leghisti. A proposito, i politici siciliani sono ancora vivi? Si sentono solo quando vanno a finire in tribunale o in “galera”. Ma hanno ancora un po’ di dignità politica per fare ottenere ai Siciliani, che li hanno votati, quei diritti sempre calpestati ? Li vedo tutti allineati e coperti, pronti agli ordini di sua maestà Denaro.
Come qualcuno avrà capito, le autorità si muovono quando c’è qualche “terremoto” o su esposti e segnalazioni. Ma quante saranno in Sicilia, nelle stesse condizioni o peggio, le altre scuole e tutti gli edifici pubblici e privati in pericolo di crollo, particolarmente in una città come Catania, alle falde di un vulcano sempre più diffusamente pericoloso?
Certamente molti. E pensare che a Catania abbiamo anche il grattacelo… costruito quando veniva chiamata la Milano del Sud. E poi penso a quella città satellite abitata da 70mila catanesi, chiamata Librino, costruita in terreno argilloso e tanto voluta dalla Democrazia Cristiana, con appalti dati a costruttori, la maggior parte dei quali denunciati (e qualcuno anche condannato) per collusione con la mafia. Ma quelli di Librino saranno cittadini di seconda categoria…
In alcuni quartieri del centro storico, ove di tanto in tanto girano anche film e cortometraggi, famosi per i fantastici mercati come quello della Vucciria di Palermo dove la gente va a fare la spesa e - perchè no? - anche a mangiare u pani ca meusa, si possono notare edifici del Medioevo (qualcuno ristrutturato nel XVIII secolo) che ancora stanno in piedi, non so come e quando ogni tanto ne cade qualcuno…roba da niente, importante che si salvino pani e panelli…



















Non ritiene che nessuno lo ha denunciato, perché nessuno lo ha letto?
Quando a Catania mi voglio rilassare, vado al porto. Li divento serenissimo…ma non troppo.
Un giorno chiesi a un pescatore: abboccano? “Lei è il primo”, mi rispose.
Perchè solo in Sicilia? Cosa vuole dire?
Mi astengo dal commentare.
Continuo a registrare che la redazione di BSicilia opera una sorta di censura sui commenti che stranamente sono rivolti contro chi tocca una certa parte contigua all’orientamento politico del Blog. Peccato!