Infrastrutture

Accendo la tv. Un fatto di cronaca di oggi riguarda le manifestazioni “” durante le quali ci sono stati dei feriti, di cui uno grave. I turbamenti che recepiscono i miei occhi, trasportando le notizie al cervello, si esprimono nei seguenti dubbi (e nelle relative domande).

Viviamo in un “eletto dal ”, ma la classe popolare non dovrebbe essere a favore delle azioni di chi lo amministra? E ancora: se prendiamo in considerazione il “” come il dissenso riguardo al costruzione del sullo di , si presuppone un altro dubbio…

Ma se il è stato eletto dal e il proletariato ha, attaverso i mezzi, il consenso di scegliere chi rispecchia la sua prospettiva di pensiero, perché poi si ritrova a partecipare a manifestazioni di dissenso nei confronti di chi vota ?

Se la gente acconsentisse alla costruzione del , avrebbe la garanzia di turismo, commercio e di capacità nello spostarsi. Il turismo è direttamente proporzionale al commercio. Prendiamo ad esempio la . Territorio ricco.

Ricco di bei paesaggi, con case stabili al suolo, famose per la loro struttura moderna di “budin” tipicamente Messinese (tecnica che ha la capacità di far traballare le abitazioni) perché - ammettiamolo - la gente della ama ballare le danze folkoristiche.

Ma ama anche il denaro, infatti i Siculi sono sempre altruisti: gentili tanto da salutare con amore chi non conosce, anche nel bel mezzo del traffico, e da dare dei soldi quotidianamente a chi li chiede (loro lo chiamano pizzo) e non mancano di ospitalità.

Questo territorio ospita tutti, anche gli esseri inanimati, come “Munizza” che si veste con colori vivaci e vari e, alle prime luci del mattino, ti saluta e ti augura un buon giorno, dandoti con il buon profumo tutto l’amore che poissiede.

Sì: è una grand bella prospettiva! Facciamo questo : per fuggire, o per invitare tutti qui.

(La mia ironia non deve essere data per un pensiero veritiero, io non sono a favore del ).

Rosy Lombardo

Post correlati



Discussione

3 commenti per “Ponte sì, Ponte no”

  1. …e brava Rosy Lombardo…Fai bene ad usare l’ironia, incazzarsi ormai non serve più a niente, quando vedi un popolo che vota per gente che non merita neanche uno sputo altrimenti li puliamo (battuta rubata a Cetto La Qualunque) ma nostra da quando ero ragazzino…

    Postato da FB_1309916683 | 9 Marzo 2010 08:26
  2. Per fuggire non si ha bisogno di un ponte.
    E’ per restare, che si ha bisogno di una speranza.
    Eppure, noi siculi, abbiamo una autonomia che non ha eguali al mondo.
    Una carta costituzionale siciliana che ci consentirebbe addirittura di battere moneta nostra.
    Epperò, a livello centrale, ci negano in via interpretativa quello che era stato concordato in via legislativa.
    Mentre a livello regionale continuiamo, politicamente, a scannarci tra di noi.
    Si, hai ragione, Rosy.
    Gran popolo, quello siciliano.
    Un grande popolo che, manciatu pani scurdatu, non si ricorda più dell’antica gloria.
    Perchè possiamo, noi siciliani, chiamarci fuori e proclamarci esenti da responsabilità?
    La curpa è di carnuluvaru o di cu ci va appressu?
    Si, hai ragione, Rosy
    Facciamolo, sto ponte.
    Perchè per fuggire non si ha bisogno di un ponte.
    E’ per restare, che si ha bisogno di una speranza.
    Cià
    Giò

    p.s. la mia ironia, invece, più che a favore del ponte, è a favore di tutte le speranze che quel ponte si porta appresso.
    p.p.s. cheppoi, ci fosse un disgraziato siciliano che la conosce, quella carta costituzionale siciliana.
    p.p.p.s. sempre e comunque (madre di tutte le disgrazie), alla faccia di quel disgraziato di Garibaldi!

    Sicula Siculorum Pi Pani E Libertà
    (acrostico in memoria di una autonomia)
    Sicilia
    Isula tripussenti maravigghi
    China di assai biddizzi a centu a centu
    Unica, ca pi d’unna pigghi pigghi,
    Làpisi nun ci potti senza abbentu.

    Accussì ginirusa pe’ sò figghi
    Senza mai dumannari asservimentu,
    Iardinu di ginestri, rosi e gigghi
    Ca issenzia l’aria e pròdiga a lu ventu.

    Unguentu cataplàsima divinu
    Lassatu nta sta terra in pianta stàbbili
    Omaggiu strabbilianti e supraffinu

    Ratapuntatu e racamatu a manu
    Unna scontri putenzi formidàbbili.
    Mara, però, si scontri un sicilianu.

    Pirchì sti tripussenti maravigghi
    Iunciuti a ssi biddizzi a centu a centu
    Pi dirittu do sangu de’ so’ figghi
    Ancora sunnu sutta tradimentu

    Nun già di l’oppressura, ca si pigghi
    Iunti di storia è sempri asservimentu
    Eternu, ma a tradiri rosi e gigghi
    L’ùnici tradituri a stu mumentu,

    Interamenti, semu i siculioti,
    Breccia d’antichi vespri e lotti armati
    E ddi gloria e ddi sangu, a dari voti

    Rialati a genti c’ha scurdatu già
    Tutti ddi figghi so’ morti scannati
    Assicutannu pani e libertà.

    Giovanni Piazza

    Postato da Giovanni | 12 Marzo 2010 21:42
  3. Mi appoggio un attimo su un qualunque post per far sapere che volevo inviare un articolo sul 150′ dell’unità, ma l’indirizzo info@bsicilia.it continua “impertrepito” a rifiutare.
    Sbaglio io o quell’indirizzo non esiste?
    Grazie
    unpodigio@yahoo.it

    Postato da Giovanni | 13 Marzo 2010 17:39

Lascia un commento

Pubblicità

Slideshow

Get the Flash Player to see the slideshow.