Mentre la politica regionale esulta, i Siciliani continuano ad aspettare le strade, le autostrade, l’elettrificazione, i raddoppi e l’alta velocità ferroviaria nell’isola.
Il Ponte sullo Stretto, di certo, non salverà l’economia siciliana e calabrese. Quello di cui la Sicilia avrebbe realmente bisogno è un nuovo assetto viario e ferroviario, per dare quell’input positivo all’economia e a tutte quelle potenzialità di sviluppo che corrono sulle infrastrutture.
Strano che la politica siciliana esulti per questa ciliegina. La torta che tutti i siciliani si aspettavano dov’è finita? E la farsa dei Fas (fondi aree sotto-sviluppate)? Occorre, ancor prima del ponte, completare il raddoppio ferroviario delle due dorsali importanti della Sicilia, Jonica e Tirrenica, di cui ormai non si parla più, se non negli Apq (accordi di programma quadro).
Non è la costruzione del Ponte che salverà l’occupazione e lo sviluppo, ma tutte quelle opere che dovevano partire prima della sua realizzazione. Tutto ciò determina, ancora una volta, l’assurda arretratezza infrastrutturale siciliana e calabrese. E’ prioritario, invece, per la politica nazionale, finanziare le reti di trasporto del nord in vista dell’Expo milanese del 2015.


Condivido con lei per quanto scritto sul “ponte”. Ma non credo alla realizzazione dell’opera.
Sarà ancora una volta la beffa che viene riservata ai creduloni.