La società siciliana sta vivendo un momento felice nel contrasto a Cosa Nostra, “non avverto un calo di tensione”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, durante il primo forum della legalità che si è svolto nella redazione dell’agenzia di stampa siciliana, Italpress, in concomitanza con la nascita del notiziario della legalità della stessa agenzia.
Ciò, ha aggiunto Lo Bello, “mi sembra già di per sè un risultato estremamente rilevante per la stagione che stiamo vivendo”, che “a differenza di quanto avvenuto nel passato, non trae forza da una componente emotiva causata da fatti che hanno sconvolto la vita politica e sociale siciliana, ma dalla consapevolezza che c’è un forte conflitto di interessi fra le imprese che devono competere sul mercato e Cosa Nostra”.
“Da un lato - ha spiegato il presidente di Sicindustria - abbiamo aziende che quotidianamente devono misurarsi con il mercato, dall’altro una realtà mafiosa che invece vive e si nutre dell’annullamento del mercato e di ogni forma di concorrenza”. “Dalla politica, fino a oggi, abbiamo ottenuto risposte parziali. Il grande vero problema è che ci confrontiamo con un governo regionale attraversato al suo interno da profonde differenze politiche e culturali. Questo genera contraddittorietà nell’azione dell’Esecutivo, il che gli impedisce di dare risposte efficaci al mondo delle imprese”.
Quello che serve oggi, secondo Lo Bello, è “la modifica dei meccanismi amministrativi della Regione”. “Lo dico - ha precisato il presidente di Confindustria - senza generalizzare: conosco funzionari regionali di grande valore ma la burocrazia, non solo della Regione ma anche quella dei grandi enti pubblici, si nutre ancora di una vecchia cultura di intermediazione parassitaria, non legata alla capacità produttiva reale del territorio”.


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