Politica Regionale

promette di fare i nomi dei con la durante l’ultima seduta dell’. dichiara che il presidente dovrebbe dimettersi “ma non per ragioni giudiziarie, bensì per ragioni politiche”.

Quanto sono lontani i tempi in cui - come nella foto qui sopra - i due andavano (o, perlomeno, dimostravano di andare) d’amore e d’accordo. Ora quei tempi non ci sono più e tra l’ex governatore siciliano e quello attuale sembra essere nata una gara: a chi riesce ad affossare maggiormente la Sicilia.

Quello che e giornalisti hanno potuto vedere ieri, proprio all’Ars, è stato l’ultimo spettacolo andato in scena a uso e consumo dei “non addetti ai lavori”. Lombardo recita un discorso scritto su un faldone di fogli di carta che tiene stretto tra le mani.

Fa i nomi di , ex assessore del Comune di Paternò, in galera da un anno e mezzo con l’accusa di essere affiliato al clan “Santapaola-Ercolano” e di Pino Firrarello, senatore condannato a due anni di reclusione - in primo grado - per corruzione e turbativa d’asta.

Così, presenti esclusi - per la prima volta nella sua storia, infatti, il parlamento siciliano era gremito - l’attuale governatore siciliano ha “parlato male” di due assenti, le cui collusioni, fino a prova contraria, sono ancora oggi dimostrate. Come dire tutto senza dire assolutamente niente, insomma.

Chiaro, quindi, che Cuffaro - dall’alto della sua di esperienza giudiziaria - ne chieda le dimissioni “per ragioni politiche”. Non certo giudiziarie. E perchè mai?

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