Da ieri, su you tube (amplificato poi da facebook), circola un video in cui si sente un concorrente della decima edizione del Grande Fratello elogiare la mafia italiana nel corrispettivo spagnolo del programma. Signore e signori, ce l’abbiamo fatta! Siamo riusciti a scendere ancora un gradino più giù.
La saldatura degli interessi di quelle “menti raffinatissime” di cui parlava Giovanni Falcone è avvenuta. Le “menti raffinatissime”, ovviamente, non sono certo quelle degli idioti che si sono reclusi volontariamente dentro il bunker di Cinecittà.
Le “menti raffinatissime” sono quelle di chi ha importato programmi come questo in Italia. La televisione commerciale, infatti, è solo uno dei settori dell’immenso patrimonio imprenditoriale di proprietà del presidente del consiglio italiano.
Di colui che è riuscito a sdoganare di tutto e di più in questo paese. Un tempo erano le donne seminude che affollavano i nostri teleschermi. Oggi è questa apologia del reato, di qualsiasi tipo di reato. Tutto è lecito, anche l’illecito. Tutto è concesso, anche l’inconcepibile.
Tanto vale adeguarsi ai tempi che corrono e fare anche noi la nostra bella apologia: degli scioperi di ogni tipo, delle manifestazioni di piazza, della decisione di dare fuoco ai nostri certificati elettorali. Perchè in segno, estremo, di resistenza non ci è rimasto che questo: spegnere la televisione, urlare sulla pubblica strada il nostro dissenso, non votare.
O, in alternativa, partecipare tutti a questo Grande Fratello di massa.


















Per me il problema è risolto: basta non guardare “il Grande Fratello”.
Anzi bisognerebbe proprio non sintonizzarsi più sui programmi Mediaset.
Attenzione che “stracciare i certificati elettorali” significa rinunciare al nostro ruolo attivo di cittadini, vuol dire stracciare la nostra sovranità di popolo detentore di diritti politici. Non cadiamo nel qualunquismo, per favore, impariamo cos’è la Democrazia. Se lo ignoriamo, partiamo dalla Storia, dalla rivoluzione francese o dal liberalismo ottocentesco. Da quell’epoca a quella contemporanea della conquista delle libertà politiche estese, il cammino è stato accidentato e faticoso. La Democrazia va difesa, non stracciata! Il nostro voto dev’essere semmai quello di cittadini consapevoli, informati che devono saper scegliere. Noi siamo i padroni, perchè siamo noi a decidere in democrazia!
Laddove non ci sono “certificati elettorali” e le elezioni sono plebisciti è la perdita totale della libertà di un popolo.