Cultura & Avvenimenti

Del circondario di Modica fa parte il mandamento di comprendente 4 comuni: Superiore, Inferiore, Giarratana e Monterosso Almo. Territorio collinare, molto fertile con ricchi pascoli e numeroso bestame, produce cereali, legumi, burro, cacio, olio, vino e lino.
A sud della città, a qualche chilometro, c’è una roccia impregnata di bitume, detta Grotta Oleosa, che, tagliata in lastre, viene esposta al fuoco finché il bitume s’infiammi e svapori. Le lastre, così indurite, vengono adoperate per pavimenti, balaustre e vengono esportate con il nome di pietra nera o pietra bituminosa.


Dai registri di anagrafe comunale di fine 1892, Superiore ha 24.409 abitanti e sorge pittorescamente su uno sperone che protende dal margine della piana, tra due scoscese vallate, a circa 500 mt sul livello del mare e separatamente da Inferiore (385 slm). Superiore, sul cui lato sinistro scorre il fiume Erminio (detto poi Irminio) venne pure chiamata “Cosenza” per avervi i Cosentini fondato una colonia. S. è una città molto antica e alcuni storici sostenevano che corrispondesse ad Hybla Heraca o Hybla Minor. Altri storici scrivono di Hybla Major o Hybla Geleatis (oggi individuata presso l’odierna Paternò) e viene pure ricordata una città Ibla situata sull’itinerario stradale tra Siracusa e Agrigento, presuntivamente a 29 km da Acrae (Palazzolo Acreide).

Tante città con il nome Ibla potrebbero aver tal nome in onore di una dea locale, detta appunto Ibla, ovvero Hera protettrice dei campi. Il nome da Heraia divenne Hereum, poi Heresimum, Reusa, Raccusa o Ragus e infine . Inferiore (6.380 abitanti) era, a est nella valle del fiume Irminio, il nucleo più antico di Ibla Erèa (Hybla Heraea), frazione di Superiore da cui fu in seguito distaccata ed eretta in comunità separata con RD 10/12/1865 per i forti dissapori campanilistici.

Le varie necropoli documentano che il luogo fu abitato sin dal 3° millennio a.C. e più intensamente dal IX all’VIII sec a.C. L’arrivo dei Greci apportò grande sviluppo, accresciuto nel VI sec. a.C. dal vicino porto di Camarina. La città fu poi occupata dai Cartaginesi e, quindi, dai Romani che la dichiararono decumana (cioè obbligata a pagare la decima parte dei raccolti). Dal IV sec d.C. fu dominata dai Bizantini che, per proteggerla, vi costruirono un castello e poi conquistata nell’848 dai Saraceni Aglabiti che la misero a sacco riducendo in schiavitù la maggior parte degli abitanti.

Nel periodo normanno fu data in feudo dal Gran Conte Ruggiero al proprio figlio Goffredo i cui discendenti la tennero fino all’arrivo degli Aragonesi; fu anche feudo dei Chiaramonte - che la riordinarono urbanisticamente con il concorso degli ordini religiosi e l’incorporarono nella contea di Modica -, degli Enriquez, dei Sylva-Mendoza. Sotto il potente conte Bernardo Cabrera – ardito e violento spagnolo che tentò ambiziosamente d’impadronirsi della Corona della - la città aveva raggiunto, intorno all’anno 1452, grande sviluppo e tanto benessere.

Distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita subito con planimetria regolare, oltre la cava, sull’altra collina detta Patro. Soltanto nel 1730 la vecchia nobiltà feudale avviò la ricostruzione della distrutta Hybla che però aveva conservato la propria potestà amministrativa. Nel 1843 fu terminata la costruzione del primo ponte cittadino (detto Ponte Vecchio o anche dei Cappuccini) che consentiva di superare l’ostacolo naturale della vallata Santa Domenica e l’espansione della città verso sud. Nel 1860 inviò volontari armati in aiuto di Garibaldi sbarcato a Marsala ed entrò a far parte del regno d’Italia.

Da ricordare è in Ibla la Chiesa di San Giorgio, una delle massime espressioni dell’architettura sacra barocca, progettata dall’architetto netino Rosario Gagliardi. La chiesa fu edificata (tra il 1739 ed il 1775) sui resti della vecchia chiesa di San Nicola che era stata distrutta dal terremoto: la scelta fu dovuta alle lotte tra i devoti di San Giorgio e quelli di San Giovanni che volevano costruire la nuova Matrice nell’abitato della città nuova; per riunire in un solo tempio i due Santi Protettori si scelse una zona che fosse a metà tra i due . La cupola fu terminata nel 1820, mentre la cancellata nel 1890. L’asse prospettico, deviato rispetto alla piazza, permette di ammirare la maestosa cupola. Della vecchia chiesa di San Giorgio, che sorgeva molto più in basso, è rimasto il vecchio Portale, unico resto dell’antica Cattedrale.

Post correlati



Discussione

Nessun commento per “Storie della Sicilia di ieri - I centri più grossi: Ragusa”

Lascia un commento

Pubblicità

Slideshow

Get the Flash Player to see the slideshow.