Infrastrutture

Che il nostro è antiquato, obsoleto e, soprattutto, non è in alcun modo compatibile con lo sviluppo della è, in sintesi, l’affermazione dell’, , che mi lascia molto perplesso. Desidero, sottoporre alla , e in modo particolare all’, che se il nostro è antiquato, lo è proprio a causa della scarsa attenzione che la ha dedicato alle . Vedi i vari progetti del raddoppio -- andati persi.

Nel 1998 sono stati persi per la sola progettazione 1100 miliardi delle vecchie lire. Nell’ottobre 2001, con la sottoscrizione dell’accordo di programma quadro tra Regione Siciliana (Cuffaro) e Ministero dei Trasporti (Lunardi), venivano finanziati 1970 milioni di euro per il raddoppio della -- e per il tratto -. Anche questi andati persi o perlomeno scomparsi dai contratti di programma, ma fino al 2007 c’erano! Adesso si vuole cavalcare a tutti i costi la velocizzazione della -Palermo e, mi chiedo, con quali soldi?

Saranno forse i 2 miliardi di euro che erano previsti (e sono poi scomparsi) per il raddoppio della - o forse questi sono stati dirottati sulla costruzione del famoso ? E’ inammissibile quanto sta accadendo in ! Si perdono finanziamenti da parte dello Stato, si ritornano fondi non spesi all’Europa, si inventano nuovi progetti, lasciando perdere i vecchi che erano già finanziati. L’esigenza di dotare la Regione Siciliana di uno strumento pianificatorio del settore, era stata avvertita dall’amministrazione regionale già dalla metà degli anni ottanta, quando con legge regionale numero 68 del 14 Giugno 1983 venne sancito che la Regione Siciliana avrebbe dovuto dotarsi di un proprio Piano Regionale dei Trasporti.

Ricordo all’assessore Bufardeci che la giunta di governo regionale ha approvato (con delibera numero 322/2002 e delibera numero 375/2002 previo parere favorevole della IV Commissione legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana e adottato con D.A. numero 237 del 16 dicembre 2002) il nuovo Piano Direttore dei Trasporti e i quattro Piani Attuativi: aereo, marittimo, stradale e ferroviario. Sino a oggi, però, non è stato prodotto nulla, o quasi, per il miglioramento delle infrastrutture viarie e ferroviarie e per l’incentivazione del trasporto pubblico locale.

Non è possibile che l’ punti l’indice nei confronti di (depositaria comunque di una sua parte di responsabilità), quando la politica siciliana in materia di trasporto e infrastrutture non ha prodotto nulla in questi ultimi 30 anni per diminuire il gap infrastrutturale tra nord e sud. I nostri politici facciano piuttosto il mea culpa, cerchino di recuperare i fondi perduti e si adoperino al completamento urgente delle due dorsali: Ionica (--) e Tirrenica (-Palermo). Successivamente pensino alla progettazione della -Palermo, che non è una priorità, considerate le due incompiute.

Giosuè Malaponti
Coordinatore Comitato Pendolari - -

www.comitatopendolari.it

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