BSicilia

Ieri BSicilia ha pubblicato questa vignetta. Volete sapere qual è stato il percorso che ha condotto il nostro ottimo vignettista, , a realizzare questo disegno? La risposta non potrebbe essere più semplice.

Venerdì ho chiesto a Franco di realizzare una vignetta sul pentimento di Manuel Pasta, sabato è caduto l’aereo presidenziale polacco. Donarelli ha pensato di accostare i due eventi e lo ha fatto dicendomi: “Dei frutti del pentitismo non sono granchè soddisfatto. Mi sembra di sentire sempre le stesse cose”.

Insomma, una sottile provocazione indirizzata - come sempre - alle altrettanto sottili menti dei nostri lettori. L’espressione di un’opinione - più o meno condivisibile - e “la veicolazione, attraverso lo sberleffo, di piccole verità: la satira semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni”.

Oltre ai commenti lasciati sul nostro blog però, sulla bacheca di facebook della sottoscritta e sulla posta elettronica della redazione si è scatenato un vero e proprio dibattito. Di chi ha compreso e, a volte, apprezzato lo spirito della vignetta e di chi, invece, non solo non lo ha condiviso, ma lo ha anche attaccato senza mezzi termini.

Sebbene avrei preferito vederli tutti su BSicilia questi commenti, sono comunque soddisfatta della reazione (evidenziata dal numero di visite) che - lo ripeto - l’ottimo lavoro di ha provocato. Personalmente, infatti, non ho nessuna difficoltà ad ammettere che io stessa ho provocatoriamente pensato a quali scenari si potrebbero aprire in Italia a seguito di un avvenimento del genere.

E non si tratta di irrisione della morte altrui (io stessa ho da poco seppellito l’ultimo dei miei parenti che non c’è più) o di augurio che altri trovino la stessa fine della classe politica e militare polacca. Siamo onesti: quanti sono i morti invisibili che questo paese, quello polacco e tutti quelli del mondo hanno finora prodotto? Perchè la morte di un capo di Stato deve sempre, necessariamente, fare più scalpore di un’altra? Perchè la morte di uno che capo di Stato non è, ci scivola addosso con tutto l’anestetico assunto in dosi massicce la sera, a cena, quando il telegiornale ci riporta il “bollettino di guerra” delle ultime 24 ore?

Insomma, perchè indignarci per della satira sulla morte di un presidente e perchè non farlo di fronte a quella di una bambina nigeriana morta in Italia per una tessera sanitaria scaduta? Perchè non farlo di fronte a quanti - italiani e non - continuano ancora oggi a morire sul lavoro nel nostro paese?

E perchè, infine, non provare a pensare che ci sia una classe politica (tutta italiana) che usa pretestuosamente come quella di Franco Donarelli o come quella tanto vituperata di Staino per spostare, ancora una volta, l’attenzione degli Italiani lontano dai loro (reali) problemi?

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Discussione

3 commenti per “Sull’ultima vignetta di Franco Donarelli”

  1. …e perchè, Ustica? Ce la siamo dimenticata? Ma lì c’erano segreti forse…di Stato!!!

    Postato da FB_1309916683 | 13 Aprile 2010 10:01
  2. Presente! Sono una delle commentatrici sulla tua pagina di Facebook, come ben sai. Ho difeso il valore della satira già ieri e condivido il tuo post anche oggi. Niente da aggiungere. Solo un (pubblico) attestato di stima dopo il (semi-privato) confronto di idee di ieri. Buona giornata, Barbara.

    Postato da Miriam | 13 Aprile 2010 10:04
  3. E’ naturale che alla gente non piaccia ironizzare sulla morte: così, di primo acchito, a un occhio poco attento, una vignetta di questo tipo dà fastidio. Ma, tra ironia e satira, c’è una bella differenza: la prima ci fa ridere e basta, ci insegna poco o niente. La seconda invece, proprio per sua natura, ci lascia di stucco o con un sorriso un poco amaro, ma ha sempre un messaggio da consegnarci. E’ sferzante, pungente, ma ci fa riflettere, colpisce nel segno. Non ci scordiamo, d’altronde, che per gli antichi la satira era così potente che la considerarono strumento del diavolo e la censurarono. Chi non ha visto o letto “Il nome della rosa”?

    Postato da Maria | 13 Aprile 2010 12:42

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