Sabato 17 luglio 2010 sarà una giornata da ricordare con dolore per noi della Telecom s.r.l., perchè ci ha lasciati il nostro collega Francesco Gucciardi, di Salemi, morto suicida.
Francesco si è suicidato perchè non era più in grado di sostenere la sua famiglia, caduto in depressione per la mancanza di lavoro. Io lo conoscevo bene: era una bravissima persona, lascia la moglie e una figlia.
Ancora una volta paghiamo in prima persona, con la nostra vita, le vicissitudini di una azienda spinta al fallimento, la perdita del lavoro ci ha distrutto la vita e la famiglia.
A Francesco Gucciardi va il nostro affetto sincero. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.
Vincenzo Raccosta

La perdita di lavoro è la causa prossima, ma dietro c’è l’insicurezza e la disistima di se stessi. Ormai viviamo in un sistema-circus dove non avvertiamo la costrizione delle sbarre e forse è meglio così. La presa di coscienza ci farebbe fare la fine dello Zio Cardellino (De Crescenzo) che volò su in alto per i cieli, pur essendosi spiaccicato sul marciapiede.
La morte incrocia continuamente le nostre strade, e nonostante le sottolineature di dolore e di tragedia, è guardata da molti con indifferenza. Rimane il dolore, la perdita di un amico e collega che va ricordato con affetto, e con il cuore. “Il suicidio” - brutto termine - è un traguardo da non intraprendere mai, di fronte al dono della vita, dobbiamo scegliere sempre la vita, non la fine.