Politica Nazionale

La ha ricevuto questo da , ex direttore del di , che ci ha chiesto di pubblicarla. Noi l’abbiamo accontentata.

Il clima mediatico-politico che viviamo in questi giorni rispecchia, a detta di molti, un chiaro sentimento di invidia che attanaglia le menti di coloro i quali rappresentano un’opposizione per niente costruttiva. Nessuno li emargina, eppure si sentono emarginati. Nessuno li accusa, eppure sentono la necessità di difendersi. Nessuno li deprezza, eppure sentono il bisogno di dover manifestare la loro perfezione rispetto agli altri.

Qui siamo di fronte a una crisi di identità senza precedenti di cui la sinistra si assume la totale paternità.
Sono stanchi, stressati. Non sanno più chi accusare e per cosa accusare. Hanno tre candidati leader discutibili che già si fanno la guerra tra loro sottobanco e pretendono di sovvertire persino la volontà popolare.

Obiettivo gravoso e quanto mai improbabile che non convince nessuno e che soprattutto non piace a nessuno. Additano il governo di essere antidemocratico, ma non c’è atteggiamento più antidemocratico del loro nel non voler rispettare le scelte elettorali dei cittadini, tentando di cambiarle con qualsiasi bieco mezzo.

La gente ha voluto il governo Berlusconi e vuole che questo governo stia in piedi per gli anni previsti e lo vuole per mille motivi. Lo vuole perchè ci crede, lo vuole perchè ha preferito cambiare, lo vuole perchè desidera capire se la sua scelta è stata giusta, lo vuole per poter giudicare a fine legislatura i risultati ottenuti e decidere solo allora da che parte stare. Nessuno può permettersi di ledere tali volontà, perchè non è solo antidemocratico, ma è anche anticostituzionale.

Il buon Luigi Sturzo sosteneva che non ci sarà mai una vera democrazia fintanto che la maggioranza e l’opposizione non faranno altro che azzannarsi l’uno nel tentativo di tenersi la poltrona e l’altro nel tentativo di togliergliela.

Se la sinistra vuole farsi rispettare e scegliere dagli Italiani dovrebbe innanzitutto cominciare a rispettare gli Italiani e le loro idee. Dovrebbe proporre alternative valide per il bene del paese e non mirate a distruggere il potere o la ricchezza del loro nemico. Dovrebbe basare la sua campagna elettore su proposte valide e contenuti interessanti, evitando di comportarsi come un giornaletto di gossip da parrucchiere, sputtanando e giudicando la vita privata dei loro avversari.

Questo falso moralismo è fuori luogo e non convince nessuno a meno che i suoi rappresentanti, non sono stati improvvisamente intrisi dallo Spirito Santo che ha deciso di scendere su di loro. In questo caso, signori, avremmo a che fare con dei santi e, a pensarci bene, un governo di santi potrebbe anche andarci a genio, certamente la pace sarebbe assicurata.

Ma di santi in paradiso c’è ne sono fin troppi e non credo ci siano posti liberi. La gente non è stupida e non può essere trattata come se lo fosse. Se continuano così, rischiano di perdere la loro credibilità anche come opposizione. Dunque, un cambio d’abito, se si vuole ottenere qualcosa, mi sembra quanto mai necessario per tutti coloro che credono che le campagne elettorali si vincono non promuovendo ma insultando gli altri.

Sono dell’idea che l’intelligenza non ha colore politico e che le cose buone possano appartenere a chiunque, perchè dunque non cominciano a farle anche loro? Magari iniziando a dare atto che, questo governo, con tutti i suoi difetti, comunque è un governo fattivo ed esaustivo?

Ma no. Troppa fatica. E poi qualcuno potrebbe scambiare questa forma di umiltà con una forma di  sottomissione e, pur non essendo così, non se lo possono permettere. Loro devono fare guerra, diversamente non si sentirebbero utili, sarà questo il motivo della loro asprezza.

Di contro, è innegabile che il cavaliere, in questo ultimo periodo, ha mostrato troppe volte il fianco, comportandosi come un comune cittadino, ma che di fatto tale non è. Per la carica che rappresenta non può permettersi di perdere le staffe e invece lo ha fatto troppe volte e lo ha fatto gridandolo ai quattro venti e imprecando cambiamenti e strategie politiche che gli hanno attirato nemici come il miele con le api. Nemici che lo vorrebbero persino morto.

Della serie, ci risiamo: quello che in maniera politicamente civile non si riesce a ottenere, ci pensano o meglio tentano di realizzarlo gli estremisti con la forza delle minacce e delle “azioni punitive”, rifacendosi probabilmente a quello slogan di alcuni anni fa appartenente alle vecchie “colpirne uno per educarne cento”. In questo caso si sono un po’ allargati:“ ne colpiscono tre per educarne trecento”.

Tra le righe dei quotidiani nazionali, si paventa un ritorno a quel clima di terrore degli anni ‘70 che le Brigate Rosse contribuirono a creare. Il gruppo armato che prese forma nella primavera del 1970 , concluse il suo sterminio negli anni ‘80 a seguito di numerosi arresti.

Secondo fonti storiche, “…ciò che resterà delle originarie, prenderà il nome di “-per la costruzione del partito Comunista Combattente (-PCC), che subirà a sua volta un’altra scissione a opera dell’Unione dei Comunisti Combattenti (UDCC)…”

Le Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente, che in questi giorni hanno firmato le lettere di minacce a Fini, Bossi e Berlusconi, a chi appartengono? E’ possibile che siano legate a quella divisione delle -PCC che “…nel maggio del 1984 avevano assunto la denominazione di Seconda Posizione, organizzazione che cesserebbe di esistere a seguito di una mirata attività di polizia, tra il maggio e il giugno del 1987…”? E’ possibile che esistano ancora? O forse non hanno mai cessato di meditare un loro ritorno?

Sottovalutare il problema, a detta dell’opinione pubblica, non è consigliabile, ma è pur vero che i tempi non sono più quelli, meno che mai le persone e non è sempre scontato che la storia si ripeta. Noi, da buoni media, non possiamo far altro che aspettare, commentare e ovviamente riferire attenendoci il più possibile ai fatti.

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