4 commenti per “Un progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina”
Bello e suggestivo il filmato! Ovviamente bisogna essere esperti per valutarlo in ogni aspetto e proporlo in alternativa a quello attualmente in approvazione. A tal proposito sarei lieta se qualcuno (preferibilmente un politico) mi spiegasse perchè non sono stati tenuti in debito conto altri progetti meno impattanti e costosi! Ad esempio, vorrei capire perché è stata posta sotto silenzio la posizione del più importante tra gli ingegneri estensori del progetto peliminare (ing.Calzona), che ne propone uno completamente diverso e, a suo dire, più ed economico e di più agevole attuazione, scrivendo un libro in proposito. Si tratta di un grosso volume che, al di là degli aspetti tecnici non del tutto comprensibili per i non addetti ai lavori, è certamente degno di considerazione. Non capisco perchè non si affronta il problema, secondo me affatto marginale. L’ingegner Calzona, pur avendo fatto parte degli estensori del progetto preliminare dal quale si dovrebbe partire per l’attuazione definitiva, adesso, tra l’altro, sostiene l’esistenza di una faglia nella zona in cui dovrebbe sorgere il pilastro principale dell’opera!
Ora, delle due l’una: o mentiva prima, per motivi che non so immaginare, o mente adesso e allora vuole speculare su un futuro progetto, o semplcemente ha scoperto da poco la suddetta faglia. In ogni caso, il tema merita di essere approfondito e diffuso in ogni suo aspetto da tutti gli organi di stampa, magari con un input da parte dei politici di buon senso. Sarei lieta di un parere in proposito anche da parte dell’architetto Mor temor.
Dist.to Arch. Temor,
io sono d’accordo con Lei.
Sono una laureanda in Ingegneria Edile-Architettura di origini calabresi, ma sto completando i miei studi a Roma. “Strutturalmente” parlando, la Sua proposta è sicuramente più corretta di quella attualmente accettata. Non capisco però come funzionano gli archi abitati e l’ellisse centrale, che se non ho capito male, fungono da galleggianti e punti di scarico per il peso del ponte stesso (in modo sia da non caricare troppo i piloni di estremità e sia da garantire snodabilità alla struttura concordemente col moto delle onde). Inoltre vorrei sapere se il numero di 7 (galleggianti) è scaturito da un calcolo e qual è il motivo per cui ha scelto la forma dell’arco per 4 di essi, che chiudono porzioni di mare (piccoli porticcioli?). La ringrazio dell’attenzione e spero che il Ministero Le dia presto una risposta seria e motivata (perchè come me sa benissimo che ormai non cambieranno idea e si farà il ponte a un’unica gittata…).
Cordiali saluti,
Francesca.
Bello e suggestivo il filmato! Ovviamente bisogna essere esperti per valutarlo in ogni aspetto e proporlo in alternativa a quello attualmente in approvazione. A tal proposito sarei lieta se qualcuno (preferibilmente un politico) mi spiegasse perchè non sono stati tenuti in debito conto altri progetti meno impattanti e costosi! Ad esempio, vorrei capire perché è stata posta sotto silenzio la posizione del più importante tra gli ingegneri estensori del progetto peliminare (ing.Calzona), che ne propone uno completamente diverso e, a suo dire, più ed economico e di più agevole attuazione, scrivendo un libro in proposito. Si tratta di un grosso volume che, al di là degli aspetti tecnici non del tutto comprensibili per i non addetti ai lavori, è certamente degno di considerazione. Non capisco perchè non si affronta il problema, secondo me affatto marginale. L’ingegner Calzona, pur avendo fatto parte degli estensori del progetto preliminare dal quale si dovrebbe partire per l’attuazione definitiva, adesso, tra l’altro, sostiene l’esistenza di una faglia nella zona in cui dovrebbe sorgere il pilastro principale dell’opera!
Ora, delle due l’una: o mentiva prima, per motivi che non so immaginare, o mente adesso e allora vuole speculare su un futuro progetto, o semplcemente ha scoperto da poco la suddetta faglia. In ogni caso, il tema merita di essere approfondito e diffuso in ogni suo aspetto da tutti gli organi di stampa, magari con un input da parte dei politici di buon senso. Sarei lieta di un parere in proposito anche da parte dell’architetto Mor temor.
[...] spazio a forma di ellisse che costituisce le due travi in acciaio a forma di archi (cfr il filmato: http://www.bsicilia.it/un-progetto-per-il-ponte-sullo-stretto-di-messina.html). La fondazione galleggiante è stata scelta come soluzione a causa della profondità d’acqua [...]
Grazie
Clicca per favore qui: http://www.bsicilia.it/ponte-galleggiante-sullo-stretto-di-messina-perche-seconda-parte.html#more-3764
Arch. Mor Temor
Dist.to Arch. Temor,
io sono d’accordo con Lei.
Sono una laureanda in Ingegneria Edile-Architettura di origini calabresi, ma sto completando i miei studi a Roma. “Strutturalmente” parlando, la Sua proposta è sicuramente più corretta di quella attualmente accettata. Non capisco però come funzionano gli archi abitati e l’ellisse centrale, che se non ho capito male, fungono da galleggianti e punti di scarico per il peso del ponte stesso (in modo sia da non caricare troppo i piloni di estremità e sia da garantire snodabilità alla struttura concordemente col moto delle onde). Inoltre vorrei sapere se il numero di 7 (galleggianti) è scaturito da un calcolo e qual è il motivo per cui ha scelto la forma dell’arco per 4 di essi, che chiudono porzioni di mare (piccoli porticcioli?). La ringrazio dell’attenzione e spero che il Ministero Le dia presto una risposta seria e motivata (perchè come me sa benissimo che ormai non cambieranno idea e si farà il ponte a un’unica gittata…).
Cordiali saluti,
Francesca.