Cultura & Avvenimenti

Sono una di Lettere da diversi anni. Sono di e parlo a nome di tantissimi miei che si trovano nella condizione di , perché impossibilitati ad acquisire l’abilitazione. Negli anni trascorsi, i nostri hanno avuto sempre la possibilità di accedere a un corso abilitante presentando una semplice domanda con l’attestazione del servizio svolto.

A oggi, invece, secondo la di docenti, il servizio non vale nulla, la nostra preparazione ed esperienza nemmeno e la nostra età non più verde - 30/40 anni - ci penalizza maggiormente, poiché si creano percorsi pensando solo ai giovani neolaureati.

La di docenti privilegia solo coloro che hanno conseguito i dottorati (accesso diretto al tirocinio) e i giovani neolaureati (perché piu giovani). A noi si chiede di accedere a un tirocinio, previa selezione orale e scritta, senza alcuna valutazione del servizio svolto.

Anche se riuscissimo a superare le prove, a parita di punteggio passerebbe il piu giovane, quindi siamo automaticamente fuori. Non solo: le nostre lauree - beffa tra le beffe - hanno validità due anni. Dopo saranno considerate carta straccia.

Perché questa limitazione? Perché non accedere al tirocinio diretto, noi che abbiamo dai 5 ai 7 anni di onorato servizio? Personalmente non mi spaventano gli (ho tre lauree e due diplomi), ma ritengo che sia un’ingiustizia all’ennesima potenza.

Nessuno si occupa di noi, nessuno sa che esistiamo…o meglio, conoscono il nostro problema ma tutti se ne lavano le mani. Eppure ci siamo: siamo in , svolgiamo i , siamo di e via dicendo. Siamo migliaia. Ma perche non possiamo sognare un futuro da docenti e dobbiamo necessariamente cercare un altro lavoro (utopia pura!), considerando che il vuole eliminare tutti noi?

Chiediamo un aiuto, chiediamo che si parli di noi e che si apra per noi uno spiraglio. Chiediamo di accedere a un tirocinio o a un corso abilitante, utilizzando titoli che abbiamo. Il parla di tagli, di meritocrazia (anche se non si sa chi giudicherà), di classi sopraffollate, di riduzione delle ore di latino, storia e italiano ( l’importante è conoscere l’inglese, non la grammatica italiana), ma non si rende conto che i veri conoscitori della situazione scolastica siamo noi e solo noi.

Ho visto piangere perché l’anno prossimo non sapranno cosa fare…l’importante è risparmiare, ma su cosa? Sulla pelle di poveri cristi che svolgono il proprio lavoro con amore e dedizione? Su poveri cristi sballottolati qua e là, vittime di un sistema che non permette loro di seguire una nel suo percorso formativo? E poi dicono che i docenti sono lavativi! Che facciano per un giorno il nostro lavoro i signori che osano asserire questo, forse ritratterebbero all’istante!

Un non è solo colui che insegna: è uno psicologo, un sociologo, un medico, un padre per i ragazzi che insieme a lui trascorrono gran parte della loro adolescenza. Ma il queste cose non le sa e non le può sapere, semplicemente perche non è un ! Che delusione: un che non comprende l’importanza della cultura!

Daniela Marino

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