Giorni fa mi sono recato al cinema a vedere Baarìa, e devo dire che se guardo il film da cittadino dell’Italia centro-nord è un bel film, dedicato a quella Sicilia degli anni ‘50, che rievoca un periodo brutto per alcuni aspetti, ma molto bello per i valori che c’erano allora.
Ma ci sono anche delle critiche che non si possono nascondere. Una di queste è quella che le famigerate comparse di eccellenza, che hanno fatto lievitare il costo del film, si potevano evitare, e di conseguenza oltre che abbassare il costo dello stesso, si poteva dare occasione a tanti altri attori, che rimanendo dietro le quinte, si potevano mettere in gioco dimostrando la loro bravura, e vi posso assicurare che di questi, in Italia ce ne sono tantissimi.
Mentre, se guardo il film da cittadino dell’Italia del sud, alle critiche espresse sopra se ne aggiungono delle altre. Per tutta la durata del film non si sente nessuna canzone siciliana - non voglio dire cantata solo da Rosa Balistreri, ma da tanti altri artisti siciliani, in via di estinzione.
Nel film si sentono i versi di poesie del grande poeta siciliano Ignazio Buttitta, che viene comunque messo in gioco da un attore che fa il suo ruolo, quello del poeta. Poi si parla di Salvatore Carnevale, morto ammazzato dalla mafia, e li in quel punto sarebbe stato bello sentire la “Ballata di Turiddu Carnivali”, o magari quella di Lorenzo Panepinto, ma niente di tutto ciò.
Ci sono delle scene d’amore, dove il sindacalista e marito, si allontana da casa per il partito…scene in cui sarebbe stato bello sentire “Mi votu e mi Rivotu”. Ci sono delle scene in cui i contadini lavorano…scene in cui si sarebbe potuto ascoltare, “E lu suli n’tinni n’tinni”, che è un canto di lavoro.
Un’altra mia critica (e in questo momento sono di parte) è quella che non si vede immagine, nè citazione del nome di Rosa Balistreri: qualcuno si chiederà “Chi è questa donna?”. Questa donna, Rosa Balistreri, faceva parte di quel gruppo di quattro persone che hanno lottato per il partito comunista italiano, facendosi anche arrestare per il partito: Rosa Balistreri (appunto), Ignazio Buttitta, Renato Guttuso e Leonardo Sciascia.
Di questi quattro illustri personaggi che rimarranno nella storia della cultura siciliana, solamente due sono stati ricordati nel film: Ignazio Buttitta e Renato Guttuso, che sono tutti e due rievocati da attori. Gli altri due (Rosa Balistreri e Leonardo Sciascia) sono stati scaricati dal partito tra il finire degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘80, forse perché non avevano peli sulla lingua e sapevano rispondere e agire nei confronti del PCI, che proprio in quell’epoca incominciava con le sue idee a cambiare posizione, e a perdere terreno.
Nel film si vedono le scene di comizi, di scioperi, con in mano quelle bandiere rosse con la falce e il martello che sventolano e, credetemi, per me è stato uno strazio non vedere un’artista nei panni di Rosa e di Leonardo. Il vecchio PCI usava le persone e poi le gettava: al funerale di Rosa Balistreri, infatti, nessun membro del partito comunista si è degnato di partecipare al dolore della famiglia.
Sono comunque contento che Baarìa sia stato nominato come film straniero all’Oscar e di sicuro farò il tifo per la pellicola, ma voglio ricordare a Giuseppe Tornatore che Rosa, Ignazio, Renato, Leonardo sono stati grandi amici tra loro, e io ricordo ancora le serate passate a casa, con loro quattro. A parlare di Sicilia. Non averli ricordati tutti è stato un grande peccato.
Luca Torregrossa
Curatore immagine di Rosa Balistreri


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