Emigrazione

Ci avevano detto che, crescendo, avremmo messo da parte tutte le nostre , tipiche dell’età adolescenziale. Ci avevano avvertito che, per cambiare il , occorre la volontà di tutti, non solo quella del singolo. Ci avevano assicurato che, una volta adulti, il nostro primo pensiero sarebbe stato quello di trovare il modo per e nient’altro.

Ci avevano detto questo e tanto altro ancora. Ed era tutto vero. Non ci avevano detto, però, che avremmo pagato in prima persona per gli dei nostri e delle nostre madri dei cui frutti noi stessi, durante l’infanzia e l’adolescenza, abbiamo beneficiato.

Non ci avevano avvertito che a noi, la dei , sarebbe stata negata la possibilità di scegliere. Non ci avevano assicurato che il nostro futuro sarebbe stato ipotecato per i del .

Ma - tant’è - ormai è fatta. E le strade da percorrere non sono molte. Anche se viene voglia di scappare - e non più dalla ormai, ma dall’ intera - non ci resta che decidere se continuare ad amare questo di , , , , , o se lasciarlo, per sempre, in cerca di un’altra di cui diventare figli, anche se adottivi.

Subendo, magari, lo stesso trattamento che riserviamo alle migliaia di , più comunemente chiamate , che affrontano lunghi e terribili viaggi pur di scappare, a loro volta, da altri paesi che hanno deciso di lasciare.

Viene proprio voglia di scappare, e non più dall’ intera ormai, ma dal .

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Discussione

3 commenti per “Viene voglia di scappare…dal mondo”

  1. Se scappassimo tutti, faremmo un grande favore a chi vuole il precariato, ai “fannulloni” della Borsa, a chi mira al facile arricchimento, ai falsi ideologi del pensiero cosiddetto liberale, ai mafiosi e ai loro amici massoni, banchieri e industriali. Lei, Barbara, che ha citato un “Uomo”, cerchi di convincere i giovani a credere sempre negli ideali dei puri come Lei. Credeteci sempre, il futuro è vostro!
    Salvatore Fassari

    Postato da Anonimo | 24 Aprile 2009 08:52
  2. Avevo ottenuto un lavoro precario, con tante promesse prima del voto, ma una volta ottenuto il voto, il signor sindaco si è seduto sulla poltrona e sono finiti amicizia e lavoro. Morale della favola******************************* I politici, durante le elezioni, sono tutti tuoi amici. Dopu, si tu ci vai e i trovi, di luntanu ti salutano e a segretaria ti rici di riturnari tra qualchi misi. Pi pigghari assai voti si insultano, si offendono, per sistemarsi cu stipentiu do parlamento. I circa cinquecento ca ragiunanu o ministero, tutto quello che dicunu l’indumani non è vero e sturianu sempre nuovi leggi, per assistarsi chiu comidi nelli seggi. Il lavoro non lo conoscono, ma impongono e lasciano scalzo e malandato, cuntentu e aggabatu, cu dru picculu minsili u pinsiunatu. Rosario.

    Postato da Adofis | 8 Luglio 2009 12:59
  3. Dimenticavo di aggiungere, in risposta all’anonimo, di guardare oltre l’orizzonte e di avere il coraggio di
    presentarsi. Rosario.

    Postato da Adofis | 8 Luglio 2009 13:02

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