Cosa c’è di peggio in un paese che “dichiara incostituzionale l’omosessualità” dell’omosessualità stessa? Probabilmente l’amore tra due donne che, a differenza di quello tra due uomini, è ancora oggi guardato con un sospetto e un timore maggiori.
Non a caso, pensiamo che il film di Donatella Maiorca, “Viola di mare”, in concorso al festival internazionale del film di Roma e da venerdì in tutte le sale cinematografiche italiane, farà molto discutere.
Infatti, se già nel 2006, in Italia fece scandalo il film per la televisione “Il padre delle spose” - trasmesso da Rai Uno, ma accompagnato da polemiche di fuoco - non osiamo immaginare cosa potrà scatenare la trasposizione cinematografica del romanzo di Giacomo Pilati, “Minchia di re”, che prende spunto da un fatto realmente accaduto a Favignana, alla fine dell’Ottocento.
Nella speranza che il pubblico italiano sia più maturo rispetto a tre anni fa, noi vi consigliamo caldamente di tornare al cinema questo fine settimana e di assistere alla proiezione. Chissà che, a dispetto dei nostri pronostici, il film vi piaccia molto invece.

E’ d’obbligo innanzitutto chiarire cosa sia l’omosessualità. La problematica connessa con l’orientamento e i comportamenti omosessuali è molto antica, ma in questi anni ha ricevuto un’enfatizzazione a causa di diversi fattori di ordine epidemiologico e culturale. Da una parte si è imposta la rilevanza dell’omosessualità nella diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, soprattutto dell’Aids; dall’altra alcuni gruppi di opinione hanno portato avanti il tentativo di omologazione e parità di giudizio etico-psicologico con l’eterosessualità. Anchee in campo teologico, l’omosessualità ha costituito un tema di bruciante dibattito circa l’imputabilità morale o la giustificazione totale del comportamento omosessuale nell’ambito della morale cattolica. Potremmo dare dell’omosessualità la seguente definizione, condivisa da molti autori: si tratta di una anomalia che consiste nella deviazione dell’attrazione affettivo-sessuale, per cui il soggetto prova attrattiva e pratica, talora, nei rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Circa l’origine del fenomeno (non è stato tutto chiarito) sono state formulate essenzialmente tre ipotesi:
a) che sia una modalità clinicamente indifferente;
b) che sia da attribuire a una devianza dei finalismi biologici;
c) che si tratti di una disarmonia psico-sessuale della persona, la cui origine va ricercata nella rete dei rapporti affettivi e sociali. In quest’ultima interpretazione, prevale l’opinione del carattere acquisito e non ereditario della omosessualità; su questa stessa interpretrazione si fonda la speranza di poter prevenire l’omosessualità o di poter curarne almeno molti casi. Nè solo natura, nè solo cultura, dunque: l’agire umano, e quindi anche quello legato alla sessualità, sembra essere il risultato di un’inestricabile interagire tra fattori biologici e fattori socio-ambientali. E’ difficile dire quanto e come questi fattori interagiscano tra di loro, o se i fattori biologici siano in grado di condizionare i fattori socio-ambientali o se, viceversa, i fattori socio-ambientali facilitino l’estrinsecarsi dei fattori biologici. Fatto sta che è ormai considerato scientificamente scorretto enfatizzare un fattore al punto da escludere l’altro, così come radicalizzare il contrasto tra natura e cultura. A ogni modo, l’individuo è così profondamente condizionato dalla sessualità, che questa deve essere considerata come uno dei fattori che danno alla vita di ciascuno i tratti principali che la distinguono. Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che sul piano biologico, psicologico e spirituale, la fanno uomo o donna, condizionando così gradualmente l’iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società. A conclusione del nostro breve itinerario di riflessione, possiamo dire che i vari fattori hanno una stretta relazione con la strutturazione dell’identità sessuale e influiscono nella formazione di quell’immagine interna che è estremamente soggettiva e che a volte sembra non corrispondere alla persona reale che abbiamo di fronte. Quando iniziamo a chiederci chi siamo, ci troviamo di fronte a una scelta che mette in gioco tutta la vita fino a quel momento trascorsa e tutte quelle aspettative, difficilmente verbalizzabili, che hanno pesato sulla nostra attesa. In quel preciso momento possiamo, o riconciliarci con il nostro sesso, se questo è stato messo in discussione, o metterci in condizione di recitarlo, o metterci in condizione di sentire che “non vado bene con il sesso che ho”. Concludo affermando che abbiamo rilevato come l’omosessualità sia un fenomeno di più grande portata rispetto a uno sterile dibattito di origine politico-dibattimentale.